Durante la vacanza estiva di agosto, quest’anno sono stata fortunata e mentre ero a Bucarest ho potuto vivere il festival su Ion Luca Caragiale. Organizzato al teatro Ion Creanga, che porta il nome di un altro scrittore rumeno molto famoso, e in collaborazione con la Regione di Bucarest, ho partecipato a un bellissimo evento che dopo mesi ricordo ancora come se fossi lì, nella mia Bucarest. La kermesse si è svolta all’aperto, nel parco Cismigiu, il più noto della capitale.
Dal 28 agosto al 3 settembre, il Parco Cismigiu è stato invaso da persone di tutte le età. C’erano ragazzi e ragazze vestiti con abiti d’epoca, ristoranti all’aperto, tanta birra e il “mici”, una salsiccia tipica tradizionale rumena.

Qualcosa sul Festival di Bucarest
Ion Luca Caragiale è stato un grande drammaturgo rumeno, nato nel 1852 a Haimanale, morto a Berlino nel 1912. La sua è stata una vita molto movimentata. Prima direttore del Teatro Nazionale di Bucarest, anche se per poco tempo, poi scrittore di commedie politiche come O scrisoare pierduta (Una lettera smarrita) e altre commedie, tra cui:
- Noapte furtunoasa (Una notte tempestosa)
- D’ale carnavalului (Del carnevale)
- Momente si schite” (Momenti e bozze)
Caragiale ha contribuito anche alla novellistica rumena con La hanul lui Manjoala (Alla locanda di Manjoala) e Calul dracului (Il cavallo del diavolo).
Durante la kermesse al parco Cismigiu , tante le dimostrazioni d’arte: dagli spettacoli di danza classica, agli eventi per i bambini, dai corsi di pittura a una mostra di macchine d’epoca. Abbiamo ascoltato concerti di voci molto apprezzate in Romania e all’estero, come Maria Raducano, apprezzata a New York per avere “una delle più speciali voci del mondo.”
Abbiamo assistito a dimostrazioni di street dance, corsi per piccoli tamburini e una preziosa mostra con le foto del passato.


Vedendo queste foto, la gente ha potuto festeggiare la grande storia di Bucarest, con le sue vie, le sue abitazioni e i giardini dei tempi di Caragiale.
Perché Caragiale è un simbolo
Caragiale rappresenta un simbolo che dovrebbero conoscere tutti. Questo simbolo è dato dalla vitalità che contraddistingue il popolo rumeno. Perché noi rumeni abbiamo una grande voglia di vivere, non ci abbandona mai e la conserviamo anche nei momenti più bui della vita.
Ion Luca Caragiale ci ha regalato gioia, ci ha portato nel nostro mondo quotidiano, standardizzato, pieno di noia e banalità. Con la sua opera ci ha dato la felicità di un sorriso. Questo drammaturgo condanna i costumi di tanti anni fa, gli stessi della società di oggi.
Un esempio? Dopo centotrentadue anni “il carnevale” è diventato meno famoso di un tempo ma resta tutto quello che rappresentava ieri e oggi, con le sue maschere, la dualità, la bugia. Tutto questo è rimasto come un mondo di vivere, una filosofia di vita. Il festival ci ha riportato nel mondo del sorriso ma anche nella logica nascosta dietro un evento così amato, a Bucarest come in Italia.
Ma non è solo questo. La cosa più bella del festival è aver potuto vivere un momento di unione: noi come pubblico rumeno abbiamo avuto l’occasione di conoscere meglio i nostri valori nazionali, di immedesimarci e scoprire le tradizioni del passato.



Lucia
Brava Eugenia, ancora una volta hai espresso con in maniera scorrevole e semplice, ci hai fatto parte di un altro momento bello della tua vita. Abbiamo conosciuto, un’altra parte della tua tradizione rumena. Brava, continua, noi ti seguiremo sempre. Lucia..
Eugenia
Grazie cara per il tuo apprezzamento. E’ molto importante per me.