Oggi voglio regalarvi un pezzo del mio cuore, un racconto che riguarda le feste natalizie in Romania. La prima festa del Natale in Romania inizia il 6 Dicembre. In questa notte i bambini mettono alla finestra i loro stivaletti e durante la notte San Nicola, il fratello minore di Babbo Natale, li riempie di dolci e regali.
La tradizione del natale in Romania
Per i rumeni il Natale rappresenta una festa in cui si creano relazioni con gli altri. Si vive in famiglia, per ritornare alle radici e alla bellezza che portano le tradizioni in una casa.
Il nostro augurio è “Craciun fericit” che significa Natale Felice e “Sarbatori fericite”, cioè Feste felici. Il nome Craciun deriva da Carciun, termine antico che rappresenta il tronco d’albero. Il tronco veniva bruciato durante la notte del solstizio d’inverno per dare forza al sole, indebolito nel suo percorso verso la rinascita.

L’albero di Natale si addobba sempre nella notte del 24 Dicembre. Non lo troverete mai nelle case prima della vigilia. In quella notte l’albero arriva nelle case come una magia. Il presepe, invece, non lo troverete perché non fa parte della tradizione natalizia ortodossa. Io da quando vivo in Italia, ho mescolato un po’ le tradizioni e nella mia casa di Bucarest mi piace farlo.
In campagna si rispetta ancora il sacrificio del maiale, che si fa il 20 dicembre. Le radici sono negli antichi Dacci, nel giorno del solstizio. Con la carne ricavata si fanno salsicce, pancetta affumicata, involtini con verza conservata in modo tradizionale. I dolci tipici del natale in Romania sono i “cozonaci”, un tipo di panettone fatto in casa, molto buono.
Nella notte di Natale si lascia qualcosa da mangiare a Babbo Natale. Arriva dal balcone e porta i regali per grandi e bambini. Quando i piccoli si svegliano trovano i loro regali sotto l’albero, come succede nella tradizione italiana.
Le canzoni da ricordare? “Colindul” è una canzone tipica di natale e capodanno. È interpretata dai giovani e il testo evoca la nascita di Gesù e l’arrivo dell’anno nuovo. I bambini, invece, li chiamiamo “colindatori”, che significa passeggiatori. Sono accompagnati da strumenti musicali e vanno per le case a cantare e augurare salute e un anno migliore. Le “colinde” iniziano il 23 dicembre e finiscono il primo gennaio. Nella tradizione rumena i “colindatorii” passano per le case per togliere il male e portare fortuna, felicità e prosperità.
Natale tra città e campagna
Per noi, il senso della festa natalizia è condividere con tutta la comunità, non solo con la famiglia. Si va in chiesa, si fanno gli auguri e si dà mangiare e da bere alle persone più bisognose.
C’è da dire che queste tradizioni sono più sentite in campagna che nelle città. È in campagna che si sacrifica il maiale, nelle città si mangia. I “colindatori” sono più numerosi, vestiti con i costumi tradizionali, indossando anche delle maschere tipiche di questo periodo natalizio. Quando li trovi per le strade della città sono partiti dalla campagna. Per noi che abitiamo nelle metropoli è una gioia averli come ospiti nelle nostre case. Ci augurano un anno buono, felice e prospero. Poi ricevono da mangiare, vino e soldi per poter continuare il loro percorso di viaggio.
Uno dei mie ricordi più belli di bambina è quando con mio fratello e i nostri amici andavamo a “colindare” i nostri vicini. Con una borsa grande e ben vestiti perché faceva tanto freddo, andavamo di casa a casa per cantare “Buna dimineata la Mos Ajun”, cioè “Buongiorno alla vigilia di Natale”. Nelle case portavamo fortuna e buon augurio, in cambio ricevevamo mele, noci e raramente soldi.
Tradizioni che restano nel cuore
Racconto delle tradizioni del natale in Romania, perché anche se vivo in Italia da anni, vado sempre a Bucarest per rivivere questa magia del Natale. Festeggio con la mia famiglia e con gli amici. Rivivo sempre le emozioni dei momenti magici trascorsi insieme ai miei genitori, a mio fratello e a mia nonna. Quei momenti non torneranno mai ma nel mio cuore resteranno sempre. Mi ricordo sempre con una punta di nostalgia tutta la felicità vissuta da bambina nel periodo natalizio. Spero che tutte queste tradizioni saranno portate avanti da mia figlia e da altri bambini. Sarebbe un vero peccato se si perdessero.


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